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| Per il Montù il credo produttivo è saldamente legato ai vigneti, che si estendono per oltre ottanta ettari sui colli della Valle Versa, nel fertile e suggestivo lembo orientale dell'Oltrepo pavese, e formano due nuclei distinti, che fanno capo alle due famiglie dei soci. |
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| "Le Vigne Tonalini"
condotte direttamente da cinque generazioni, si
trovano all'imbocco della Valle Versa, a cavallo del
costone a sommità piatta di Casa Bianca, nel Comune di
Montù Beccaria, ad una altitudine media di 200 metri.
Il nucleo centrale è situato proprio nella plaga ove,
già nel nono secolo, la romanica Pieve di Auliano
produceva ogni anno l'equivalente di 3.150 litri di
rinomato vino, versandone 40 anfore al Monastero di San
Colombano in Bobbio. I vigneti si estendono verso est
sul pendio del Doiolo (Doliolum), sotto il campanile di
Zenevredo, su quegli stessi terreni ove già nel 1200 il
Monastero di Santa Maria di Teodote (o della Pusterla)
coltivava la vite a "vigna fitta", producendo
un vino prodigioso che da Portus Albera veniva condotto
via fiume fino a Pavia. Verso ovest l'azienda arriva
fino sul fianco dello sperone di Stradella.
L'esposizione principale verso sud e il leggero volgersi
degli impianti verso levante e ponente costituiscono il
presupposto essenziale per la qualità e la
diversificazione delle uve prodotte. Altre condizioni
favorevoli si trovano nel clima mesotermico
subcontinentale (assenza di periodi di aridità), nella
scarsa esposizione alle perturbazioni in arrivo da est e
nella composizione del suolo, che alterna formazioni
gassose solforifere ad argille marnose e arenaria.
Troviamo perciò qui riuniti i tre fattori fisiografici
più importanti: clima, suolo e pendenza, che insieme al
paesaggio danno luogo a quella perfetta combinazione che
i francesi condensano nella parola "terroir". |
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I
vigneti dell'azienda agricola Ottina, a loro volta
direttamente ed ininterrottamente condotti da sei
generazioni in linea materna, sono situati a chiusura
della parte nobile della Valle Versa, sui vecchi
territori di Begolium, San Bacchino, Rosara e Falerna e
in parte a monte in località Cella, a una altitudine
media di 300 metri. Qui i terreni sono di natura
argillosa colloidale, ricchi di magnesio, azoto, fosforo
e calcio, il clima è pure mesotermico subcontinentale,
la piovosità nella media, con una decisa escursione
termica tra il giorno e la notte. Questo perfetto "terroir"
sintetizza le migliori condizioni ambientali per i vini
bianchi in genere, e soprattutto per le uve destinate
alla spumantizzazione.
Non a caso i vigneti de Il Montù si trovano a cavallo
del famoso 45° parallelo, comune denominatore per la
produzione di vini pregiati in tutto il mondo.
Entrambe le aziende vengono gestite con i sistemi
tradizionali, dalla concimazione organica alla
coltivazione in conversione biologica, con impianti a
"filari alla Stradellesa" a potatura corta. La
raccolta è rigorosamente manuale, anche per consentire
la vendemmia tardiva o di acini nobili.
Sono stati conservati, ove possibile, i vecchi vigneti
con i ceppi autoctoni, i più adatti a produzioni
pregiate. Accanto a questi sono però in atto vivai
sperimentali per il recupero di varietà abbandonate
quali Moradella, Crova, Basgano e Vermiglio. Una
particolare cura viene rivolta al rispetto delle norme
igieniche, sia nella fase di raccolta, che per i cru
viene effettuata nelle prime ore del mattino, quando la
temperatura delle uve scende a 10 - 12 gradi, evitando
così il trauma da calore, sia nella fase del trasporto
e della pigiatura.
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